WeFi è un servizio web 2.0 fondato 18 mesi fa da Yossi Vardi, Arnon Kohavi and Shimon Scherzer, il loro sito permette agli utenti di scoprire nonché di segnalare gli hotspots per l’accesso WiFi alla grande rete. Gli utenti, previa registrazione gratuita, possono segnalare sulla Google maps integrata da WeFi tutti gli access point che conoscono, indicando anche il livello di sicurezza dell’hotspot stesso.
Insomma pare proprio un bel sito, che farà la felicità di tutti coloro che non si muovono mai senza portarsi dietro l’amato portatile. Per adesso il servizio è ancora in fase di beta e le iscrizioni sono riservate solo a chi dispone di un invito, invito che può essere richiesto direttamente attraverso il form presente nella loro home page. Da quel che ho visto, per ora, la mappatura dei hotspots italiani (ma anche USA) è ancora piuttosto incompleta, tuttavia credo dipenda dal fatto che ci sono ancora pochi utenti registrati… In teoria il servizio aprirà al grande al pubblico a partire da mercoledì e presto verrà integrato anche il supporto a Twitter per comunicare istantaneamente agli amici il luogo, ed il nome, della rete dalla quale si è connessi.
Questo è uno di quei servizi 2.0 che terrò d’occhio e spero mi arrivi presto l’invito, in modo da testarlo e darvi un giudizio migliore.
L’Osservatorio Fcp-Assointernet (l’associazione che raggruppa sotto la sua ala ogni azienda, sia essa concessionaria o gestore diretto, impegnata nel settore pubblicitario) ha appena divulgato i dati relativi ai fatturati del mese di aprile 2007 per quanto concerne la pubblicità e il web.
Analizzando i dati in relazione con quelli dello stesso mese (aprile) dell’anno passato, notiamo un incremento deciso e positivo: +46%, all’interno della quale notiamo l’ascesa delle categorie “Ad banner” (+ 25%) e “Sponsorizzazioni e bottoni” (+28%). Un ulteriore incremento positivo è per la voce “SMS” (che raggiunge il fatturato di 2 mln e 902 mila €uropei l’anno), mentre quello per la categoria E-mail e newsletter è “solo” +29%.
Ma a cosa si riferiscono tutte queste categorie? Vediamo di spiegarle una per una.
“Ad Banner“: l’ad banner è un sistema completo per la gestione di campagne pubblicitarie su un sito Internet. Permette di pianificare campagne pubblicitarie in forma di banner e bottoni, di creare sponsor e di verificare in tempo reale l’andamento statistico in termini di click e impression; Un pannello di controllo permette di gestire sponsor, inserire banner, implementare campagne e creare diverse zone sul sito. All’interno delle pagine del tuo sito è sufficiente inserire una riga di codice e l’ad banner comincia a visualizzare i banner delle campagne impostate; raccogliendo dati sul numero di pagine viste e click realizzati.
“Sponsorizzazioni e bottoni“: inserendosi in un circuito del genere, si riceve un codice html, che automaticamente reindirizza ai bottoni ed alle sponsorizzazioni degli altri iscritti, e che dovrà essere inserito sulla vostra pagina; molte compagnie prevedono premi-incentivo come visite gratuite o ricompense in pieno stile “catena di S.Antonio” (per ogni persona che grazie a voi si iscrive riceverete un compenso in visibilità).
“Email e newsletter”: sono il mezzo di comunicazione che più si avvicina all’esperienza quotidiana di qualsiasi internauta; le newsletter non sono altro che email inviate periodicamente ad un gruppo di utenti che ha deciso di aderirvi, e contengono informazioni pubblicitarie sulla attività di chi le ha inviate. Sono forse la forma più “invasiva” di marketing online, che ci riempie le caselle di posta soprattutto quando la sottoscrizione alla newsletter è condizione necessaria per usufruire di un servizio (ad esempio, per la registrazione ad un forum o ad una community).
“SMS”: tutto chiaro, no?
Rispetto ad aprile 2006, il progressivo registra un netto aumento del fatturato: oltre il quaranta percento, all’interno del quale le categorie che degne di nota sono gli “Ad banner” (+25%) e “Sponsorizzazioni e bottoni” (+28%); un incremento interessante è per la voce “SMS”, che nel 2006 raccoglieva solamente 146 mila €uros.
Il mercato è in leggera flessione (alcuni punti di percentuale) rispetto al mese di marzo, ma se confrontiamo le cifre con quelle dell’anno passato vedremo il riproporsi di una situazione già vista; questi ultimi dati lasciano sperare che la leggera flessione sia dovuta al periodo, più che ad un movimento del mercato vero e proprio.
Deluge 0.5.1. in PyGTK. Cos’è? Un nuovo client bittorrent, sviluppato anche per i cerbiatti tra di voi che sono passati (come il sottoscritto) alla Ubuntu Feisty Fawn!
Premessa tecnica. Alzi la mano chi non sa cosa sia un client - ma va bene anche non sapere cosa sia una rete - bittorrent: 1, 2.. okkey, vale la pena spiegarvelo.
Le applicazioni bittorrent sono applicazioni P2P (peer to peer), studiate e sviluppate per consentire a più utenti sia di scaricare (download) che di inviare (upload) uno stesso file. In cosa differisce dagli altri software di scambio-file? Innanzitutto, può essere molto utile per condividere distibuzioni di sistemi operativi (uno a caso, ma proprio a caso, Ubuntu) e file .ISO di grandi dimensioni.
Per utilizzare il vostro programma di bittorrent - ed è doveroso ricordare che in molti Paesi è considerato illegale lo scambio di file protetti da diritti intellettuali - fondamentale è prelevare da uno spazio web, una pagina, una mail, da dove cavolo vi pare, un link .torrent, che indirizzerà il vostro programma allo spazio da cui attingere i file. Ovviamente esistono anche motori di ricerca all’uopo, ma provereste l’irresistibile tentazione di scaricare in maniera non legale, quindi non ve li segnalerò, fatevene una ragione.
Cos’ha di interessante Deluge 0.5.1? Innanzitutto, è la prima versione deliberatamente sviluppata per il popolo di Ubuntu; certo, prima si trovavano le versioni “tradotte” da alcuni volenterosi, ma saperla sviluppata dal team originale è tutta un’altra sensazione. Inoltre, sono stati fixati alcuni bug e sviluppate alcune funzionalità dalla versione precedente (la 0.5.), come:
* Peer Exchange
* Encryption
* UPnP + NATPMP
Sono state cioè implementate funzioni riguardanti lo scambio di connessioni e la possibilità di criptare i dati e di connessioni UPnP e NATPMP, inoltre sono state aggiunte altre chicche riguardanti l’usabilità e l’interfaccia grafica e risolti alcuni spiacevoli errori durante l’apertura e la chiusura del programma. Il programma resta imbattibile, a mio dire, per leggerezza, usabilità e feeling all’utente finale!
Per tutti gli interessati, il link al download del progetto.
Se Azureus vi sta un po’ stretto (soprattutto in termini di ram), se il client che il buon Ubuntu ha di default vi sta un po’ stretto (fa il suo sporco lavoro, ammettiamolo, ma non è davvero piacevole utilizzarlo)…
In questo post, vorrei fare il punto della situazione circa i migliori software antivirus disponibili on-line “gratuitamente”. Del resto perché spendere del denaro per un buon antivirus se ci sono delle ottime soluzioni “free”, che svolgono egregiamente il loro dovere proteggendo al meglio i nostri PC domestici. Veniamo quindi alla rassegna (rigorosamente in ordine alfabetico) dei diversi programmi:
Active Virus Shield - Si tratta dell’antivirus ufficiale di AOL (America on Line) realizzato in collaborazione con Kaspersky, il che è già sinonimo di qualità, offre un potente strumento antivirus a costo zero in cambio di pubblicità dell’azienda come riportato nel contratto di licenza. I suoi punti di forza sono l’essere estremamente facile da usare nonché piacevole da vedere, grazie alla sua curatissima interfaccia grafica.
Inoltre è piuttosto leggero in termini di risorse ed opera le scansioni in background senza rallentare troppo il vostro PC. Perfetto per i pc con qualche anno sulle spalle. Protegge durante la navigazione web, controlla la posta elettronica e gli archivi di file compressi, elimina gli spyware e si aggiorna automaticamente senza chiedervi ogni volta se volete eseguire l’update.
Avast! - Sviluppato dalla ALWILL Software, nelle versione Free Home Edition, giunta alla release 4.7, fornisce una protezione davvero completa: con scansione degli hard disk, protezione durante la navigazione e della posta elettronica ma anche di instant messenger e programmi P2P, naturalmente offre il servizio di update automatico. Unica nota doverosa per poterlo utilizzare, avete 60 giorni di tempo per effettuare la registrazione gratuita on-line, una volta forniti i vostri dati personali riceverete via email il codice per sbloccare e poter continuare ad usare Avast per un anno. Compatibile con Vista.
AVG Free edition - Sviluppato dalla GRISOFT Company é sicuramente uno dei precursori nel campo degli antivirus gratuiti, uno nome storico per un ottimo software che ha sempre saputo rinnovarsi e stare al passo con i tempi. Fornisce un ottima protezione dai vecchi e nuovi virus, costantemente aggiornato, viene utilizzato da milioni di persone nel mondo a riprova e garanzia della sua qualità. Unico neo: nella versione free non offre assistenza contro gli spyware. Disponibile sia per Win che per Linux (anche se mi chiedo, quanto possa mai servire un antivirus ad utente Linux…??)
Avira AntiVir - Questo è il software che personalmente mi ispira meno fiducia, sarà perché offre davvero poco rispetto ai concorrenti, certo non si può pretendere troppo parlando di programmi gratuiti, ma almeno la protezione alla casella di posta elettronica ritengo che dovrebbe essere inclusa. A parte questa premessa dolente, la versione “Classic” gratuita fornisce aggiornamenti automatici, protezione contro virus, worm e cavalli di troia, protezione web contro dialer e tentativi di phishing, controllo e rimozione dei rootkit. Se giustamente desiderate la protezione e-mail dovrete optare per un altro antivirus o a limite sottoscrivere la licenza premium da 20 €… Vedete un pò voi
BitDefender 8 Free Edition - Interfaccia curata e facile da usare per un prodotto che nasce per risolvere esigenze di un’utenza aziendale, nella versione free che è un piuttosto limitata rispetto a quella a pagamento offre scansione e rimozione virus, pianificazione delle scansioni, scansione rapida di un singolo file direttamente dalla shell integrata di windows, servizio di quarantena e reportistica completa delle attività, possibilità di aggiornare il software sia automatica che manuale. Insomma grande qualità per il motore centrale dell’antivirus, ma grave la mancanza della scansione in tempo reale durante la navigazione e così pure per la mancanza del controllo sulla casella e-mail.
ClamWin Antivirus - Questo software può vantare di essere una soluzione vincente nella lotta ai virus, e per di più è open source, viene infatti rilasciato con General Public License (GPL). Quindi beneficia di uno dei motori di scansione virus fra i più testati, per non parlare della continua fase di aggiornamento e sviluppo a cui è sottoposto. Il servizio offerto è davvero ricco di funzioni e completo, si va dalla possibilità dalle classiche funzioni di scansione, all’integrazione antivirus direttamente in Win e Outlook, con la pianificazione delle operazioni e gli aggiornamenti automatici. Questo software essendo sotto licenza GPL è l’unico, di quelli presentati, utilizzabile liberamente anche in ambito aziendale. Un difetto è rappresentato dal fatto che l’interfaccia, e la veste grafica, non sono molto curate. L’ultima versione disponibile per il download nel momento in cui scrivo è la ver 0.90.2.1.
A questo punto, mi sembra di avervi presentato tutti quelli che conosco, ma se voi ne conoscete altri, siete pregati di segnalarmelo e provvederò ad una successiva integrazione.
Se vi state domando, quale tra questi sia quello da scegliere, be… per questa considerazione finale rimando al vostro giudizio personale invitandovi ad indicare quello che utilizzate, o quello che preferite, nel sondaggio qui sotto in modo da avere un idea migliore. Se può interessare io personalmente utilizzo Active Virus Shield e ne sono soddisfatto.
Wyzo è un nuovo browser sviluppato a partire dal codice sorgente di Firefox, la grande novità introdotta rispetto alla “volpe di fuoco” è che Wyzo integra al suo interno un client Bittorent, grazie ad un plug-in chiamato FireTorrent.
Quindi è un browser pensato per coloro che, pur non conoscendo ancora bene il funzionamento di bittorent, desiderano avvicinarsi a questa forma di file-sharing, senza doversi troppo complicare la vita in complicate configurazioni. Infatti con Wyzo si possono scaricare file attraverso il protocollo bittorent, in modo estremamente facile ed immediato, come se si stesse eseguendo un normale download.
Dal punto di vista grafico e funzionale, non ci sono molte novità di rilievo rispetto a Firefox, però devo ammettere che la skin “Arancione”è davvero piacevole.
Inoltre trattandosi di un software derivato da Firefox, possiamo star certi che si tratti di un browser “sicuro” capace di proteggerci da malware, virus e le solite altre minacce in cui solitamente si può incappare durante la navigazione.
Per adesso Wyzo è ancora in versione alpha, tuttavia se volete provarlo potete scaricare gratuitamente la ver.0.5.3.10 direttamente dal sito ufficiale. Il programma è disponibile sia per Win che per Mac. Gli sviluppatori dicono che nelle prossime release implementeranno un add-on library, il media bookmarking e rilasceranno una versione per Linux.
Di recente leggo sempre più spesso, elogi e grandi post d’esaltazione per quelle che sono le ultime “inutili” novità introdotte da Google Earth e Google Maps. A mio modo di vedere, complimenti che sono del tutto immeritati, mi riferisco a quanti si esaltano per la nuova funzione “Street view” che permette di esplorare alcune delle più famose strade americane…
Mi chiedo cosa ci sarai mai d’interessante, nel vedere un incrocio di San Francisco o un lungo viale di Miami, paesagisticamente parlando c’è di meglio, non trovate?
E mi infastidisco ancor di più guardando l’elenco degli aggiornamenti delle mappe di Google Earth, questo :
Germany now looks much better thanks to special color mapping techniques which were used for Switzerland previously!
UK updated - Most of England is now in high resolution.
Parts of Greenland
Antarctica - some strips of high resolution down here
Parts of Canada with new high resolution, big area around Toronto
Catalonia part of Spain
State of Alabama
St. Paul, Minnesota
Puerto Rico has more high resolution
Iran has lots of new Digital Globe satellite strips
New Zealand has some new coverage
Parts of Russia
Dove “naturalmente” non è presente alcun aggiornamento per quanto riguarda il nostro bel paese, che come molti di voi sapranno non è affatto mappato come si deve, nonostante (permettetemi di dirlo) offra in termini di particolarità e paesaggio, una varietà di meraviglie senza eguali, o se non altro superiore all0 Stato dell’Alabama o St.Paul in Minnesota, non trovate?
Mi secca dirlo, ma per una volta Microsoft, con il suo Live Search, ha saputo cogliere meglio di Google le potenzialità del nostro paese, perchè dico questo? E’ presto detto basta mettere a confronto la possibilità di “navigare” sulla città di Padova ( la mia ) offerta da Google, e metterla a confronto con quella offertaci da Zio Bill.
Ecco le differenze:
Google Earth, non permette di zoomare oltre i 3 KM dal suolo, (Prato della Valle non si vede che con il binocolo, che tristezza!!)
Microsoft Live Search, non solo ci mostra il Prato della valle in tutta la sua interezza da un altezza di 60 yarde…
Ma ci fa perfino zoomare fino a 20 yarde, decisamente meglio no?
Pertanto diamo a Cesare quel che è di Giulio…
Questa volta, Microsoft batte Google per 1 a 0! Non resta che consolarci con le Strade di San Francisco, il telefilm, naturalmente
Chissà, stimolati dall’interessante servizio di Report di qualche settimana fa o dalla possibilità di fare la cresta ad una spesa in più, nel nostro BelPaese -come d’altro canto avviene già in molte altre nazioni- si è ben pensato di passare ufficialmente alle distribuzioni di OS e software liberi.
Cos’è un “software libero“? E’ presto detto: uno sviluppatore crea un programma (o un sistema operativo), ma al momento di renderlo pubblico gratuitamente diffonde anche il codice sorgente (il linguaggio con il quale è stato redatto), così che chiunque ne sia in grado possa migliorarlo ulteriormente. All’opposto vi è il “software proprietario“, cioè quello disponibile solo per l’utilizzo (e non per lo sviluppo) molto spesso a costi elevati per il fruitore finale.
Già qualche scuola lo faceva (e stiamo parlando del bergamasco), ma che una intera regione si metta al lavoro per staccare la spina ai pc inzozzati Microsoft fa veramente ben sperare. Sì, avete capito bene: una regione -lumbardia- ha deciso di passare interamente al software libero i terminali utilizzati negli uffici. Perchè? E’ molto semplice. Innanzitutto, per i costi da sostenere all’avvio della macchina: un OS libero (God Bless Linux) non costa praticamente nulla, escludendo il supporto (cd) proprio zero. Quindi, che abbiate una o centinaia di macchine ciò non inciderà sul vostro budget. In secondo luogo, potrete affidare la manutenzione dei vostri terminali ad aziende diverse da quelle “ufficiali”, consorziate con quelle distributrici del prodotto -che, stringi stringi, arrivano ad essere sempre le stesse-. In terzo luogo, un software libero permette, grazie al carattere di pubblicità del codice sorgente, di poterlo migliorare secondo le proprie esigenze e di condividere con gli altri utenti i propri successi privati. E ci rimane da trattare solamente l’aspetto più importante, che come il colpevole nei gialli arriva sempre nel penultimo paragrafo.
Cosa direste se aveste un programma che compone indici di dati sensibili (che ne so, il numero di previdenza sociale, che in Italia nemmeno abbiamo), e, essendo proprietario e quindi completamente “blindato”, invia senza che ve ne accorgiate i dati ad un immenso collettore nazionale? Tutto questo, con un software libero, e quindi accessibile ad ogni livello, non potrà mai accadere! Il programma presenterà in maniera visibile ogni operazione, senza inviare comunicazioni ai centri di assistenza che potrebbero contenere dati per noi sensibili.
Certo, il passaggio al software libero non sarà automatico: esso verrà scelto solo quando costituirà una valida alternativa a quello proprietario: insomma, se son rose, fioriranno!
Se io vi dicessi che viene creato un blog ogni 1.4 secondi di certo non ciò non vi stupirebbe. Ma se vi dicessi che al giorno fanno 120.000, ho sicuramente attirato un po’ della vostra attenzione.
E se vi dicessi che ogni giorno vengono creati tra i 3.000 e i 7.000 splogs ogni giorno? Parola di Jucas, non riuscirete a togliermi gli occhi di dosso.
Cos’è uno splog? Molto semplice. In un certo senso, potremmo considerarla l’alternativa del 2.0 alla mail spammosa: un blog (il più delle volte, una intera rete di blog) perlopiù senza alcun contenuto che traccia un link ad un sito che il blogger fraudolento vuole promuovere.
Beh, direte voi, che promozione è?
Beh, vi dirò io, se non conoscete il sistema di PageRank, che cosa ci sto a fare qua? Il concetto di Page Rank è molto simile a quello che potremmo definire per “popolarità” tra persone in carne ed ossa: più abbiamo rapporti sociali ed amicizie (visite e link, ad esempio), più saremo ricercati (il valore della nostra pagina salirà nei motori di ricerca). Un modo per un povero utente di infernet di accedere alle qualificazioni PageRank è quello di installare la Google Toolbar: un piccolo riquadro nella barra che si installerà all’interno del nostro browser ci permetterà di visualizzare il rank della pagina che stiamo andando a visionare.
Con un effetto simile a quello dei dati di ascolto per radio, tivvù e giornali questo rank permette agli inserzionisti di valutare l’appetibilità di un sito stimandone la visibilità: voi vorreste il vostro annuncio pubblicitario su di una bacheca in centro o nella periferia poco frequentata?
Technorati ha recentemente pubblicato queste statistiche annuali sulla blogosfera, che vedono in allarmante crescita tale fenomeno, inutile e fastidioso.
Un baco del web 2.0?
Per tutti quelli che come me, sono drogati di Lost, e dei suoi mille enigmi irrisolti. Volevo segnalare un gioco on line, che con il nostro telefilm preferito condivide il nome e poco altro… sto parlando di LOST.eu, un gioco nato da un progetto studentesco, il cui scopo è quello di mettere in connessione 7 milioni di persone nel mondo, attraverso una ragnatela di relazioni web da costruire grazie al loro sito.
Il funzionamento del gioco è abbastanza semplice, come prima cosa bisogna entrare in possesso di un codice d’accesso (si tratta di un link) che permette di raggiungere una pagina web, dalla quale è possibile iscriversi gratuitamente al gioco. Di questi codice se ne trovano un po’ ovunque ormai, sia nel web, che nella vita reale. Qui trovate alcuni esempi dei più diversi modi impiegati per veicolare il messaggio segreto.
Una volta entrati in possesso di un codice è possibile registrarsi ed entrare a far parte del gioco… a nostra volta infatti riceveremo un codice da diffondere nel mondo per cercare nuovi giocatori. Altro aspetto fondamentale è che la ricerca di nuovi player è a tempo, ovvero vi è un timer che conta alla rovescia la nostra partecipazione al gioco, ogni volta che un nuovo giocatore si registra con il nostro link il timer si resetta (tranquilli dura molto più dei 108 minuti ) nel caso in cui il timer arrivi a zero, non esploderà nessuna botola, ma in compenso avremmo perso la nostra partita .
Il gioco si concluderà solo quando 7 milioni di persone diverse, saranno entrate a far parte di questa gigantesca ragnatela di relazioni. Naturalmente come tutti i giochi che si rispettano, è prevista una classifica ed un premio finale ( sennò che gusto ci sarebbe) Infatti viene assegnato un punteggio sulla base degli utenti che riusciremo a portare nel gioco, colui che farà più proseliti, si aggiudicherà il premio finale di 5.000 $. Inoltre è previsto un ulteriore premio per colui che manderà la foto dell’invito più strano.
Alla fine è un pò una via di mezzo, tra una catena di Sant’Antonio, un sito di social networking ed una ricerca sui “6 gradi di separazione“, ma siccome trovo tutto questo dannatamente originale, divertente e piuttosto folle… ho deciso naturalmente di prendervi parte evisto che il mio timer scorre inesorabile…
Quest’oggi mi son preso la briga di effettuare una piccola comparazione tariffaria, per cercare di capire qual’è il servizio telefonico VOIP più conveniente attualmente disponibile in rete. Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, vi ricordo che il VOIP - Voice over IP è una tecnologia che rende possibile effettuare una conversazione telefonica sfruttando una connessione Internet o un’altra rete dedicata che utilizza il protocollo IP, anziché passare attraverso la rete telefonica tradizionale (PSTN). Ciò consente di eliminare le relative centrali di commutazione e di economizzare sulla larghezza di banda occupata. Vengono instradati sulla rete pacchetti di dati contenenti le informazioni vocali, codificati in forma digitale, e ciò solo nel momento in cui è necessario, cioè quando uno degli utenti collegati sta parlando. Per ulteriori approfondimenti rimando a Wikipedia.
La mia analisi non tiene conto della diversa qualità dei software impiegati, o dei servizi accessori offerti, ma è limitata a considerare i servizi telefonici di base, tutti i servizi proposti offrono gratuitamente il servizio di telefonia PC verso PC, mentre propongono offerte piuttosto diversificate per quanto riguarda le telefonate su reti fisse e mobili.
Ho deciso di prendere come parametro di riferimento, il costo delle telefonate che io effettuo maggiormente, ovvero telefonate in Italia per l’Italia, su rete fissa e mobile, ed ho verificato sui siti dei diversi gestori le tariffe proposte attualmente. Ecco cosa è saltato fuori in questa tabella comparativa. In giallo vedete le offerte più economiche ed in rosso le più care.
Tariffe Italia rete fissa
Tariffe Italia Cellulari
2 cent/min
28.8 cent/min
2.8 cent/min
16.7 cent/min
2 cent/min
32.3 cent/min
300 minuti di telefonate gratuite se si acquista un taglio minimo di credito telefonico (10 Euro)
27.4 cent/min
1.8 cent /min
17.9 cent/min
0.6 cent/min
27.4 cent/min
1 cent /min
14 cent/min
A questo punto, dopo aver dato un occhiata ai dati raccolti, mi sembra che la soluzione migliore in termini di risparmio economico sia offerta da NetAppel, che sia per le chiamare locali (1 cent/min), sia per quelle ai cellulari (14 cent/min), mi sembra proporre l’offerta più conveniente, per quelle che sono le mie esigenze. A questo punto non mi resta che provare il loro servizio e vedere se anche come qualità ci siamo… sono proprio curioso di sapere se può essere una valida alternativa al buon vecchio Skype che attualmente utilizzo. Vi terrò informati
Se conoscete altri servizi VOIP validi o ancor più convenienti, siete pregati di segnalarmeli con un commento al post, grazie.
Ciao e alla prossima puntata de “Le avventure del Dejan over IP”